Favolario Illustrato – Scrittori e illustratori per i Villaggi SOS


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Gli incipit delle favole

IL PARADISO DEI TELEFONI ROTTI
di Tullio Avoledo

Un giorno, in un paese lontano lontano,  al papà di Bob si ruppe il telefonino.
Il papà di Bob si chiamava anche lui Bob. Così per distinguersi fra loro si chiamavano Bob Grande e Bob Piccolo.
Un tempo, in quel paese, la gente aveva altri nomi. Nomi di santi e di alberi, e di eroi terribili. Ma ora tutti si chiamavano Bob, Tom, Kevin o Jane.
Il papà era nato prima, così era lui Bob Grande. […]

illustrazione dal favolarioLA FORMICA E LA PIUMA (UN RACCONTO PER BAMBINI)
di Davide Bregola

Oggi c’è un bel sole che scalda il selciato. Mio padre ha detto che nel pomeriggio dovrei aiutarlo a spostare alcuni mattoni accatastati. Serviranno per costruire una cantina dove poter mettere tutte le cianfrusaglie che non si useranno più ma a detta di mio padre utili in futuro. Impossibile gettarle. […]

PERCHÉ SI MUORE
di Giuseppe Caliceti

Tanto tempo fa gli uomini e le donne non morivano, e quindi vivevano fino a 999999999999999999999999999999999999999999999999999999 99999999999999999999999999999999999999999999999999999999 anni.
E forse anche di più. […]

PERCHÉ LE BARBIE SONO FINTE
di Giuseppe Caliceti

Tanto tempo fa le Barbie erano vere.
Una bambina che si chiamava Liù aprì la scatola e la Barbie scappò via e fece un disastro in camera della bambina: fece cadere per terra la lampada che era sul comodino e la lampada si ruppe. La mamma della bambina entrò in camera e vide la lampada rotta.
Ma invece di sgridare la Barbie sgridò sua figlia, cioè Liù. […]

COME SONO NATE LE MOUNTAIN-BIKE
di Giuseppe Caliceti

Tanto tempo fa i bambini guidavano le automobili.
Per esempio, quando uscivano da scuola, tornavano a casa da soli in automobile.
Quando era estate andavano al mare da soli.
Quando si annoiavano prendevano le chiavi e partivano in auto senza genitori.
I genitori non potevano dirgli niente perché i bambini non li ascoltavano.
Quando dovevano andare a comprare un gioco ci andavano in auto. […]

IL GUARDIANO DI PORCI 2 (OSSIA COSA SUCCEDE DOPO)
di Patrizia Cavalli

-Dommage!- disse la principessa, perché sapeva un po’ di francese e nelle occasioni importanti le pareva necessario usare una lingua straniera. Poi si guardò intorno e non sapendo cosa fare decise di riposarsi sotto un albero che stava lì sul ciglio della strada. Stando seduta, cominciarono piano piano a venirle dei pensieri, ma non essendo abituata a tali complicazioni si addormentò. […]

FAVOLA UN PO’ TRISTE E UN PO’ ALLEGRA
di Pasquale Di Palmo

Ci sono molti uomini dotti che spaccano il capello in quattro, in otto, in dodici. Lo osservano dettagliatamente al microscopio e poi con un bisturi sottilissimo (di quelli che solo gli scienziati possono usare) riescono a ricavare da un capello molto sottile un numero impressionante di capelli ancora più sottili. Nessuno sa a cosa serva una simile operazione, tanto meno chi la effettua, ma questi uomini persistono nel loro compito in maniera davvero esemplare. […]

illustrazione dal favolarioI TRE CAPELLI
di Tonino Guerra

C’era una volta una vecchia
con tre capelli in tutto.
Guai se cadevano
ché rimaneva brutta;
con tre capelli,
con tre capelli in tutto.
[…]

GIANNI E I PENSIERI
di Paolo Lanaro

Qualche giorno fa a Gianni sono venuti dei grossi dubbi. Perché, si è detto, le cose devono sempre stare in un posto ben preciso? Cioè, il pane nel paniere, il coltello nella coltelliera, l’acqua nella caraffa, i fiori nel vaso, il dentifricio nel tubetto? Perché non si può cambiarle di posto? […]

IL LEONE CON LE PANTOFOLE
di Lia Levi

C’era un leone che abitava in una grande foresta e si chiamava Ruggo.
A questo leone di nome Ruggo scoppiò un giorno una grande passione per le pantofole, specialmente per quelle di pelliccetta rossa con l’elastico.
La storia era nata così. […]

BALLATA DELLA CANDELA BIANCA E DELLA FIFA NERA
di Valerio Magrelli

L¹erede tanto atteso giunse infine nel segno dell'ariete, e venne fuori tumefatto e ammaccato. Tutto vestito di bianco, assomigliava a un pugile, anzi, a un pugile vecchio vestito da vecchietta. Il giorno della nascita, il re ricevette in dono una candela da custodire con la massima attenzione. […]

CARILLON, CLOWN
di Giulio Mozzi

Alessandra ha nove anni. Ha i capelli neri lucenti, lunghi, legati a coda con un elastico o con un fiocchetto. Ha gli occhi neri neri, così grandi che a chi la guarda sembrano grandi come tutto il viso. Abita in una casa con un piccolo giardino, e durante l’estate sta per quasi tutto il tempo nel giardino a giocare. Nel giardino Alessandra gioca con la palla e con la corda, ammira la luce del sole che attraversa gli alberi facendo brillare i bordi delle foglie, spia il lavoro del ragno crociato che fa la tela, osserva immobile la lucertola immobile sopra il sasso in battuta di sole, che muove soltanto la testa, appena appena, a piccoli scatti, come per sorvegliare la zona, in cerca di una preda o per timore di un pericolo. […]

LA VOLPE E L’ORSO
di Mario Rigoni Stern

Una sera di luna piena la Volpe e l’Orso si incontrarono in una radura del bosco. Parlarono del più e del meno e a un certo punto la Volpe disse: - A dirti il vero, compare, ormai sono stanca di mangiare sempre pollame e leprotti.
- E io, Comare? - gli rispose l’Orso. - Sempre miele selvatico e radici. Perché non andiamo in paese per vedere se troviamo qualcosa di nuovo? […]

illustrazione dal favolarioIL GATTO CON GLI STIVALI (UNA RIDUZIONE)
di Mario Rigoni Stern

- Il gatto Nerino ho ereditato!… e loro si sono tenuti asino e mulino. Che me ne faccio di un gatto che finge sempre di dormir per ingannare i topi?... Me lo mangio, e con la pelle mi cucio un berretto per l’inverno… -. Così brontolava tra sé Bortolo Carabas seduto sconsolato e solo nel cortile del mulino dove erano legati tre muli che aspettavano il carico. (I tre contadini erano andati all’osteria con il padrone, il fratello maggiore di Bortolo, mentre l’altro fratello sorvegliava ruote tramoggie e macine tra lo spolverio della farina). Un gatto nero! E quasi quasi gli veniva da dargli un calcio, piantare lì i fratelli e andarsene per il mondo in cerca di fortuna. […]

DANILO E LA SIRENA DI MONTAGNA
di Tiziano Scarpa

C’era una volta un ragazzo di nome Danilo.
Aveva l’abitudine di riflettere su tutto quello che succede a questo mondo.
Perciò era sempre di cattivo umore.
Era scontroso con tutti.
“A che cosa pensi, Danilo?”, gli domandavano.
“Lasciatemi stare.”
“Perché?”
“La vita è appesa a un filo!”, rispondeva lui.
“Ce l’hai con noi?”
“Non ce l’ho con nessuno. Siamo tutti appesi a un filo!”, tagliava corto Danilo.
I suoi amici lo chiamavano “Danilo, il filosofo del filo”. […]

PERCHE CI FA RIDERE
di Gian Mario Villalta

C’era una volta un uomo molto povero, ma così povero e affamato che si sarebbe mangiato anche le unghie, pur di mangiare qualcosa, però quest’uomo povero era anche sfortunato, così sfortunato che le unghie non gli crescevano, e perciò non aveva da mangiare neppure quelle.
Quest’uomo si chiamava Perche, senza l’accento. Eh sì, era così povero che non si poteva permettere neanche l’accento! […]